Fin dai tempi più remoti, la birra è stata un elemento di primaria importanza nelle abitudini alimentari di quasi tutti i popoli. Le prime testimonianze nella storia della preparazione di una bevanda simile alla birra risalgono più o meno all'epoca dei Sumeri, all'incirca 6.000 anni fa, periodo nel quale l'uomo cessò di condurre una vita nomade e, stabilendosi permanentemente sul territorio, cominciò a coltivare cereali, tra i quali anche il frumento.
Si narra che il processo di produzione e fermentazione della birra, operazione complessa che richiede tempo e grande maestria, sia stato scoperto per caso. Pare che tutto sia nato da un pezzo di pane e da grano macinato lasciati per sbaglio ad inumidire, e che da lì il tutto sia iniziato a fermentare trasformando la mollica in una pasta inebriante con la proprietà di “far star bene chi la beveva”.
Lo sviluppo della birra si è poi diffuso tra i Babilonesi, che arrivarono a produrne addirittura venti tipi e via via fu esportata in tutto l'Egitto, diventando, nel corso dei secoli, anche merce di scambio tra popoli.
La birra continuò a essere prodotta da Greci e Romani, sebbene questi ultimi la considerassero una bevanda barbara, soppiantata il più delle volte dal vino, nettare degli dei.
Sarà solo agli inizi del cinquecento che Guglielmo IV duca di Bavaria, attraverso la Legge Germanica di Purezza della Birra, stabilì che la bevanda dovesse essere prodotta utilizzando solo orzo (o malto d'orzo), luppolo ed acqua pura.
Grazie all'utilizzo del luppolo la birra di allora assunse un gusto ed un aspetto simile alla birra dei nostri giorni, tutt'ora amata ed apprezzata in tutto il mondo.